MSF in Somalia
“La Somalia non è più sull’orlo della catastrofe. La catastrofe sta accadendo in questo momento”
Bruno Jochum, responsabile delle operazioni di MSF in Somalia
Medici Senza Frontiere - MSF lavora in Somalia dal 1986. La presenza di MSF è costante dal 1991, accanto alla popolazione resa terribilmente vulnerabile dalla guerra civile. Oggi 1.061 operatori umanitari lavorano nel paese.
La popolazione somala sta affrontando una gravissima crisi umanitaria senza che vi sia un’adeguata risposta ai loro bisogni critici.
Nel corso del 2007 MSF ha aumentato la sua presenza a Mogadiscio e ha aperto un programma di intervento di emergenza ad Afgooye, a 30 Km dalla capitale. Secondo le stime, vivono 200.000 sfollati in condizioni di vita durissime.
Il conflitto in Somalia ha portato il paese ad avere alcuni dei peggiori indicatori di salute al mondo, con un’aspettativa di vita di soli 47 anni. Nel 2007 MSF ha lavorato in 10 delle 11 regioni della Somalia centro‑meridionale. Ma problemi di sicurezza hanno impedito al personale di MSF di raggiungere un numero maggiore di pazienti, in particolare a Mogadiscio.
Ad agosto 2007, MSF ha chiesto a tutte le parti di rispettare la sicurezza degli operatori umanitari e di permetter loro di entrare a Mogadiscio. In tutti gli ospedali di MSF, da Jamaame a Galcayo, i servizi medici forniti vanno da cure di base e di salute materno - infantile e interventi chirurgici. Infermieri e medici curano giorno dopo giorno pazienti affetti da malnutrizione, tubercolosi, kala azar, colera e traumi legati alla guerra.
Nel corso del 2007, le equipe mediche hanno eseguito più di 2500 interventi chirurgici, 520mila consultazioni ambulatoriali e circa 23mila ricoveri.
La situazione è peggiorata a dicembre 2007, quando due operatori di MSF sono stati rapiti e poi rilasciati, mentre a gennaio 2008 tre operatori umanitari sono stati uccisi.
Nonostante le difficoltà i team di MSF continuano a gestire programmi e a fornire cure mediche salvavita nelle regioni di Bakool, Banadir, Bay, Galgaduud, Hiraan, Lower and Middle Juba, Mudug, e Lower and Middle Shabell.
Nel mese di Aprile e Maggio 2008 i casi di malnutrizione tra la popolazione infantile sono aumentati notevolemnete sebbene già da un anno i tassi di malnutrizione abbiano superato la soglia d’emergenza. Il numero di nuovi casi è in continuo aumento, mentre l’assistenza esterna continua a diminuire sia in quantità che in qualità a causa dell’elevato livello di insicurezza e dell’aumento degli attacchi agli operatori umanitari. I somali che tentano di fuggire dalla violenza hanno poche opzioni di fuga, poiché i principali punti di passaggio alla frontiera verso il Kenya e l’Etiopia sono chiusi.
La violenza quotidiana continua a Mogadiscio e nelle zone circostanti, colpendo pesantemente la popolazione civile. Il reparto di chirurgia di MSF a Dayniile, alla periferia di Mogadiscio, dall’inizio dell’anno ha curato oltre 2100 persone con ferite provocate da traumi. La metà di loro sono donne e bambini sotto i 14 anni. Il 56% dei pazienti sono curati per ferite legate alla violenza, come colpi di arma da fuoco o bombe.