La Somalia

I somali sono un popolo prevalentemente nomade, unito da una stessa religione: l’islam. E’ composto da grandi clan (Issaq, Daarood, Dir, Hawiye) suddivisi in decine di sottoclan che a loro volta si distinguono in centinaia, addirittura migliaia di etnie consanguinee. Gli assetti, le alleanze e i contrasti tra questi legami formano la storia della società somala. Il somalo nasce di solito in una tenda o all’aperto, non ha un villaggio o una città di origine. La sua identità è la famiglia e il clan di appartenenza.

Assegnata dall’ONU all’Italia in amministrazione fiduciaria nel 1949, la Somalia consegue l’indipendenza nel 1960.  Nel 1969 il colpo di stato del generale Siad Barre instaura un regime di socialismo scientifico. In seguito alla sconfitta nel conflitto con l’Etiopia per il controllo dell’Ogaden (1977-1978), Siad Barre sospende le relazioni diplomatiche con l’URSS, suo precedente alleato di riferimento, e porta il paese nell’orbita occidentale. Nel 1989 inizia nelle province settentrionali una guerriglia antigovernativa, condotta da molteplici movimenti di opposizione di diverse etnie: questa, dopo violenti combattimenti, rovescia il governo e costringe Siad Barre alla fuga il 27 gennaio del 1991.

Il governo provvisorio instaurato non riesce a sedare la lotta tra le diverse fazioni e il paese entra in uno stato di gravissima crisi. Il protrarsi della guerra civile e i suoi devastanti effetti sulla popolazione determinano nel dicembre 1992 l’intervento dell’ONU. Tale operazione internazionale si conclude nel marzo 1995 senza essere riuscita a pacificare il paese.