Il collasso

Dal 1991, la Somalia subisce il collasso completo del proprio governo centrale, la morte o lo spostamento di almeno due milioni di persone e una guerra civile brutale che in dieci anni ha distrutto gran parte delle infrastrutture e delle capacità produttive del paese, precipitandolo centinaia di anni indietro.

Alcune zone della Somalia trovano una forma di stabilità: nel maggio 1991 il Movimento Nazionale Somalo dichiara unilateralmente la creazione di uno stato indipendente nel Nord del paese, la Repubblica del Somaliland. Un’altra zona denominata Puntland, che si estende dal confine del Somaliland fino alla città di Galcaio, ha ritrovato un certo equilibrio dal 1998.  Nell’agosto del 2000 un Governo di Transizione viene eletto a Gibuti e si installa nella parte nord della capitale, Mogadiscio.

Nell’Aprile 2003 il Somaliland si è reso indipendente ed è riuscito a mantenere una certa stabilità di governo in questi ultimi anni.
Nel Gennaio 2004 sono ripresi colloqui di pace in Kenya; signori della guerra, politici hanno trovato un accordo sulla necessità di votare un parlamento unitario, cosa che è stata realizzata nell’Agosto 2004. Il parlamento, nell’Ottobre ha votato come presidente Abdullahi Yusuf .

Il 2006 è stato un anno di svolta per la vicenda somala. Nel suo territorio si sono contrapposte le milizie delle corti islamiche e le truppe fedeli al governo provvisorio di Baidoa, formate dalle milizie di vari clan locali (signori della guerra), sostenute militarmente dall’Etiopia.